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Il rinnovamento: una riflessione che chiede di essere approfondita e integrata
Un´Associazione .... di Persone
di Ernesto Preziosi (Nuova Responsabilità - 6/2002)

Vorrei proporre qualche considerazione che ci faccia collegare il momento esistenziale che viviamo, sulla lunghezza d´onda di quanto l´ac è chiamata a fare con il rinnovamento.
Quest´ultimo vocabolo, lo notava già il presidente nazionale nella relazione all´assemblea nazionale nell´aprile scorso, può assumere molti significati. Dobbiamo invece cercare di circoscrivere la nostra attenzione, il nostro studio, in una capacità propositiva che ci consenta di essere significativi nell´oggi della Chiesa e del Paese, e allo stesso tempo, ma vorrei dire soprattutto, di essere "utili" al nostro desiderio più profondo di essere: tutto ciò che facciamo, l´impegno come la formazione, la missione come lo studio, deve renderci nuovi ogni giorno, sereni, gioiosi e capaci di vivere, di aprirci nella speranza alla vita. Perché è la vita che è sempre nuova e ci chiede di rinnovarci.
Da questo nuovo legame che vogliamo evidenziare, anch´esso come contributo al rinnovamento associativo, di una famiglia portata a riscoprire la dimensione adulta della vita con tutto ciò che comporta in termini di maturazione nella fede, di responsabilità, apertura, accoglienza, educatività, ecc. E di adulti che diventando tali si misurano proprio col tema familiare, messo oggi più che mai come crocevia di questa nostra epoca e pertanto carico di tensioni anche sociali.
Penso sia utile, prima di entrare nel tema, riproporre, anche se in maniera molto schematica, alcuni punti fermi della riflessione fatta dal Settore in questi anni. Ci siamo chiesti, in maniera un po´ paradossale, come sarebbe stato possibile fare ac ex novo, come se non ci fosse, partendo quindi dalle esigenze delle persone.

  • La formazione è il punto centrale della profonda revisione cui abbiamo sottoposto la proposta formativa dell´ac per gli adulti in questo triennio. Dopo che era andato esaurito (dal punto di vista della possibilità editoriale) il "progetto adulti", di fronte alla necessità di ristamparlo, abbiamo preferito rivisitarne i fondamenti (i campi e convegni del triennio sono stati infatti dedicati a questo studio).
  • Il punto chiave è stato: quale proposta formativa oggi per quale adulto?
    Si trattava di partire cioè dalla domanda (esplicita o no questo poco importa) di formazione, ma prima ancora di senso, di compagnia dell´adulto, e non appena di chi già è in associazione.
  • Gli adulti: come sappiamo, la condizione adulta presenta al suo interno molte età, e la velocità con cui tutto cambia marca ancor più che in passato le distanze anche brevi tra generazioni. L´età adulta presenta inoltre molte condizioni di vita e di stato d´animo: familiare, lavorativa, responsabilità civile e politica, responsabilità educativa, preoccupazione per lo studio e il lavoro dei figli (stiamo proponendo ad esempio alcune esperienze per i fuori sede), preoccupazione della salute, pensiero della morte, morte; si tratta di alcuni aspetti, e tanti altri ve ne sarebbero, della vita della persona che chiedono di essere illuminati dalla luce del Vangelo. Guardiamo anche al rinnovato bisogno di preghiera, di cui il Papa parla nella Novo millennio: se pensiamo al nostro percorso formativo, pensiamo anche a riproporre il "primato della spiritualità", è come una conseguenza per il credente del "primato della grazia" e della "pedagogia della santità" (cfr. nmi n. 38 e n. 31). Per proporre formazione è necessario, dunque, fare esprimere la domanda, farsi guidare dalle esperienze, lasciarsi interpellare dai modi di vita.
    Ci siamo detti: come è possibile che chi aderisce all´ac o chi vi potrebbe aderire non trovi nella proposta formativa qualcosa di chiaro, di semplice, ma allo stesso tempo di molto significativo, di coinvolgente, sugli aspetti centrali e caratterizzanti della sua vita? Tra questi, anche se si tratta di due temi diversi, hanno una loro centralità la famiglia e il lavoro (cui questa estate dedichiamo il campo scuola e il modulo di settembre).
  • Il punto di ripartenza, di rinnovamento della proposta formativa dell´ac sta in primo luogo nella capacità dell´Associazione di essere significativa, anche in senso missionario (l´ac è nella sua essenza missionarietà), cioè, per "chi c´è e chi ci potrebbe essere"; percepita come "utile" con la sua proposta di cammino e di servizio, alle persone. Intorno ai temi significativi della vita è possibile mettere insieme gli adulti. Le donne e gli uomini si mettono insieme per rispondere alla chiamata del Signore e lo fanno insieme - in associazione appunto - e qui c´è il tema quale gruppo, quali strumenti ci fanno sperimentare, al meglio questa formazione in comune; una funzione che a sua volta postula, ma anche sollecita, i molti piccoli gruppi possibili e una crescita personale nella contemplazione del volto di Cristo, nella sua sequela.
    Ecco l´ac - non mi stancherò di dirlo e di ripeterlo - prima di essere un servizio alla pastorale … e le altre cose belle che sappiamo è - deve essere - un modo esigente di vivere tra noi la fede seguendo il Signore nella sua Chiesa e divenendone così ogni giorno membra vive, pietre vive dell´unica costruzione spirituale. Qui è la parte più evidente della crisi associativa: nel venir meno, nel dare per scontata l´esperienza fatta insieme del cammino cristiano.
    La riflessione condotta con coraggio e con spirito di innovazione dal settore negli ultimi anni ben si incontra oggi con la proposta assembleare di un profondo rinnovamento.

ORIZZONTE GRANDE

Negli obiettivi associativi del triennio siamo invitati infatti a ripartire dall´Assemblea, ci si invita per questo a "sottrarre la vita associativa alla routine di una continuità senza scelte vere e coraggiose". È il grande tema del rinnovamento: "Le consegne che l´Assemblea ci ha dato - è scritto ancora tra gli orientamenti - si possono riassumere così: persone nuove dentro; cammini formativi nuovi; relazioni nuove, strutture nuove. E tutto questo dentro una riscoperta della vocazione apostolica dell´ac, cioè della sua missionarietà".
Mi pare che ci sia sintonia rispetto al nostro cammino di quest´anno: è ciò che abbiamo fatto anche in questi giorni, e che per la verità abbiamo tentato di fare ogni anno, ma che oggi ci viene chiesto - da una particolare, favorevole congiuntura (riscoperta del ruolo dell´associazionismo, necessità di una formazione integrale del laicato per dare energia, nerbo, al proseguimento del cammino di attuazione del Vaticano II nel consueto vissuto delle nostre chiese; la rinnovata, positiva attenzione dell´episcopato italiano verso l´ac espressa anche nella recente lettera) - di fare con particolare impegno, con particolare lena.

    Evidenzio alcuni aspetti dell´affermazione fatta negli obiettivi:
  1. L´ac è realtà vocazionale. La novità è legata, connessa in profondo alla nostra chiamata cristiana (LG 40: "Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità"); è quel richiamarci a vicenda la chiamata universale alla santità offrendo, al contempo, concreti strumenti; un accompagnamento fatto di iniziative, di sussidi, ma soprattutto di persone. La novità delle persone va intesa nel senso della possibilità di ciascuno di diventare nuovo con l´aiuto della grazia, e non certo nel senso di una palingenesi. Per questo assume grande importanza il rapporto tra le persone, la domanda profonda di senso e di felicità che è iscritta in ciascuno.
  2. La novità delle strutture dei cammini di formazione, delle stesse relazioni umane è conseguenza in modo evidente del rinnovamento interiore di ciascuno, di quel riconoscersi in cammino, mai arrivati, bisognosi, sostenuti dall´associazione nel cammino; una novità cercata, sperimentata, condivisa, mai pretesa o giudicata. Un rinnovamento interiore favorito, non brandito come vecchio arnese moralistico al servizio di piccoli giochi. Più parusia, più linearità, più correzione fraterna! Più bontà in umiltà e quindi meno persone che brandiscono la fede, la loro più o meno "alta spiritualità" come clava sui fratelli.
  3. la missionarietà è il richiamo all´identità stessa dell´ac: laici evangelizzatori nella Chiesa comunione missionaria. La missionarietà, poi, vissuta nella normalità, è "dentro" ogni altra sottolineatura della vita associativa e guida il rinnovamento che, al pari della proposta formativa, va pensato e proposto allo stesso tempo "per chi c´è e per chi ci potrebbe essere", ma con un particolare accento su questi ultimi: la proposta fatta a misura di chi non c´è (si pensi al linguaggio oltre che ai contenuti), va benissimo anche per chi c´è e sostiene quel cammino spirituale, quella formazione, che non va mai data per scontata.
    Rinnovarsi allora:
  • con un perché ed è quanto ho appena richiamato: il perché di un rinnovamento continuo è nella natura delle persone e nella natura delle associazioni; la storia poi ci dice che il perché si inserisce nella continuità della stagione conciliare: è quel rinnovamento che va proseguito, è quell´immagine di chiesa che va costruita; con pazienza ed equilibrio: è vero, non si può sottovalutare la scelta di rinnovarsi, dobbiamo maturarla, con convinzione e con saggezza (è la stessa saggezza popolare a suggerire di non gettare il bambino con l´acqua, di scegliere bene i rami nell´azione di potatura), che poi è come dire facendo attenzione alla natura delle cose con un rispetto capace di valorizzare il contributo di tutti e senza inutili irrigidimenti affinché passi questa o quell´idea;
  • con un progetto (che prevede un processo): per presentarlo, è necessario offrire un progetto d´insieme traducibile in uno o più programmi con obiettivi a breve e lungo termine. Chiarirsi gli obiettivi che si vanno individuando, esplicitare le attese della comunità cristiana espresse anche dai Pastori, è una operazione di grande serietà che può consentire un fecondo confronto. Presentare obiettivi di rinnovamento chiari e senza rigidità mettendo nel frattempo grande cura alla vita ordinaria dell´associazione. Ricordiamoci pertanto a vicenda che è necessario essere chiari e ricordiamoci che un progetto prevede poi dei tempi di attuazione, anzi è più che mai realizzazione di un processo lento perché deve coinvolgere nel profondo le persone;
  • insieme: per quanto detto il rinnovamento non solo è atteggiamento costante, mai interrotto né risolto, del credente associato, ma - per la particolare natura dell´associazione - chiede in modo inequivocabile di essere condotto insieme. Sta a noi, specie a noi adulti, a noi che nella famiglia sperimentiamo la complessità e la fatica della diversità, ma anche la bellezza dello stare insieme, offrire uno sguardo realistico, sereno e di ottimistica fiducia.